Quello che più rappresenta la bizzarra e diseguale tecnologia a disposizione dell’umanità nell’Universo Barocco, sono senza dubbio le astronavi. Questo perché coesistono prodigi della tecnica, insieme a oggetti in apparenza incomprensibili, astrusi e persino ridicoli. Tuttavia è necessario spiegare come sono fatte per capire a fondo come si svolge una battaglia nello spazio.

La chiglia è in parole povere parallelepipedo di metallo che varia molto in dimensioni in base alla classe della nave (si va dalla corvetta di poche decine di metri alle corazzate di diversi chilometri di lunghezza e da milioni di tonnellate). I motori sono dei reattori a che sfruttano la fusione dell’idrogeno e in casi particolari dell’elio prodotto che supportano le funzioni vitali come catalizzatori per il riciclo di aria e acqua, sarcofagi per la criostasi, stive, alloggi per i marinai, fanti di marina e ufficiali.
Anche la corvetta più piccola dispone di almeno una ventina di uomini di equipaggio, questo sale alle diverse dozzine per le fregate, centinaia per cacciatorpediniere fino al migliaio degli incrociatori o anche più nelle corazzate. Questo perché, seppure esistano computer miniaturizzati per la diagnostica e i calcoli, il grosso del lavoro viene fatto con sudore e olio di gomito. Quando si è chiusi in una gabbia di metallo nel vuoto, nessuno vuole affidare la sua vita ad una macchina.
La nave dispone di scudi meccanici che hanno la funzione di deflettere le cannonate nemiche. I laser, tendono a disallinearsi e a perdere potenza con gli urti senza contare che possono essere facilmente deflessi, perciò gli armamenti consistono tutti i proiettili fisici. Cannoni, missili e mitragliatrici di contraerea contro i caccia (contenuti negli hangar delle navi più grandi).
L’interno varia molto. Dalle spoglie cuccette dei marinai, ai piani ricoperti di legni pregiati intarsiati degli ufficiali. Il culmine dello sfarzo di trova in sala comando, dove gli ufficiali in comando si riuniscono a discutere di strategia e tattica attorno a un tavolo olografico cesellato e il nostromo grida i loro ordini agli uomini in sala macchine e ai cannonieri tramite radio a onde corte, telefoni a fili o addirittura tubi acustici. Ridicoli forse in apparenza, ma alla maggior parte delle persone passa la voglia di scherzare durante un black out elettrico, se devono farsi quaranta piani di scale per comunicare con gli addetti ai motori.
In figura, un cacciatorpediniere Amalfitano e un incrociatore Portoghese, generati con Midjourney.