Estratto dal testo “Le grandi esplorazioni del XV-XVII secolo” – dell’Alto Prelato Massenzio Assani, biblioteca Apostolica di Avignone, 2601.

[...] tra tutte le epoche storiche è difficile non vedere un parallelismo tra il 1500-1600 e il nostro XXVII secolo. Così come una spedizione interstellare ai giorni nostri, più di mille anni fa un viaggio transoceanico era un enorme investimento economico e di tempo ad altissimo rischio. Non si sapeva se e quando si sarebbe ritornati. I primi coloni europei del continente americano si lasciavano tutto alle spalle, e spesso non vedevano mai più la loro terra di origine morendo di stenti, e lo stesso si può dire delle esplorazioni a fini commerciali.
La spedizione di Magellano per la circumnavigazione del globo partì con cinque navi, ma una sola tornò in patria dopo tre anni con l’equipaggio decimato, senza contare che lo stesso Magellano non sopravvisse al viaggio. Eppure, le spezie che aveva trovato bastarono per ripagare l’intera flotta! In quell’epoca remota, proprio come oggi, il carico poteva essere preda di pirati, o essere intercettato da potenze rivali.
La competizione tra stati era inoltre senza pietà, sia nel commercio, che nella fondazione di avamposti ed empori. Non bisogna certo pensare che furono gli europei uniti a colonizzare il nuovo mondo. Furono gli spagnoli, portoghesi, inglesi, francesi e così via, proprio come mille anni dopo non fu certo l’umanità nella sua interezza – che Dio Universale un giorno lo voglia! – a terraformare e occupare i sei pianeti extrasolari e le decine di asteroidi finora conosciuti, ma lo fecero le sette Nazioni Colonizzatrici, in feroce competizione [...]
In figura un dettaglio della mappa di Ortelius, la nave di Magellano, la Victoria.