Nel 2600 nell’espandersi nel cosmo, l’umanità non ha ancora incontrato nessuna civiltà extra terrestre. Sono più di sei secoli che il genere umano esplora lo spazio, ma fino ad ora, i contatti con forme di vita aliena sono stati limitati alla scoperta di alcuni organismi monocellulari, alghe, fungoidi, esseri vermiformi e aminoacidi costitutivi della vita all’interno di alcune comete. In un solo caso è stato osservato un ecosistema più complesso che si è estinto nel processo di terraformazione tra le proteste inascoltate degli scienziati. Uno sconsiderato crimine ambientale, ma quando è in gioco l’egemonia dell’umanità, le Nazioni Colonizzatrici non vanno troppo per il sottile.

Malgrado tutte queste scoperte, esseri in grado di formare una civiltà e addirittura di costruire navi spaziali sono stati teorizzati, ma mai osservati.
Lo spazio, ma soprattutto il tempo è un fattore altamente limitante. Anche pianeti in grado di ospitare il nascere di una civiltà se visitati troppo presto - o troppo tardi, apparirebbero vuoti. Se un ipotetico viaggiatore fosse atterrato sulla Terra nel periodo Cambriano, cinquecentoquaranta milioni di anni fa, avrebbe trovato solo spugne, trilobiti e meduse, quattrocento cinquanta milioni di anni più tardi avrebbe scoperto un mondo abitato da dinosauri. Anche solo se avesse visitato la Terra appena mille anni prima, un battito di ciglia rispetto all’età della galassia e dell’universo, come avrebbe fatto a sapere che gli uomini erano la forma di vita dominante, non essendo né la più grande, né la più forte, né la più diffusa? Avrebbe forse cercato di comunicare con una balena o un elefante, o con delle termiti, piccole ma con una ben definita struttura sociale e in grado di costruire strutture grandi più di ottocento volte la loro taglia? Avrebbe davvero voluto comunicare?
Allo stesso modo, è ingenuo pensare di poter riconoscere una specie intelligente da parte nostra, e comunicarci. Avete mai pensato alla fatica di escogitare un espediente per parlare con qualcuno che non fa affidamento su vista e udito e usa sensi magari a noi sconosciuti? E se questi vivessero 1000 volte meno di noi? O 1000 volte di più? Il tempo di stabilire un contatto da una parte o dall’altra impiegherebbe diverse generazioni.
Quindi incontrare una civiltà aliena e riuscire a comunicarci è così improbabile che al confronto vincere la lotteria due volte di seguito sarebbe una certezza. Improbabile però non vuole dire impossibile.
In figura, un collage artigianale di immagini generate con Midjourney e l’equazione di Drake.