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COLONIZZAZIONE DI ASTEROIDI E LUNE

In figura, generata con Midjourney una nave raffineria e le prime installazioni minerarie sulle Antille GiadianePer colonizzare corpi celesti di questo tipo non è necessaria la terraformazione. Vengono installate strutture per estrarre minerali, raffinerie o porti/empori commerciali. Quelli più piccoli ospitano dalle poche centinaia, alle decine di migliaia di lavoratori, quelli più sviluppati invece possono consistere in un’intera fascia di asteroidi colonizzata. Il più grande mai costruito, conta più di sessanta asteroidi principali e altre decine satellite.

Questi ospitano milioni di lavoratori nella maggioranza dei casi temporanei a contratto. Consistono in operai, minatori, ma anche lavoratori nei centri di smistamento dei materiali prodotti, scaricatori di porto, marinai e tutti gli altri lavoratori responsabili del mantenimento di questi. In figura, generata con Midjourney una nave raffineria e le prime installazioni minerarie sulle Antille GiadianeSono i lavoratori nei vivai per la coltura idroponica, commessi dei centri commerciali, inservienti, dottori, infermieri e molti altri, come ad esempio il personale governativo e diplomatico.

Le strutture più importanti sono quelle portuali per le navi cargo, e per le flotte di difesa e supporto. L’investimento iniziale seppur enorme, viene rapidamente ripagato. Date le dimensioni ridotte, questi avamposti possono essere facilmente occupati e reclamati da un’unica potenza colonizzatrice. Oggi sono noti sessantacinque avamposti di questo tipo, ma potrebbero esisterne altri segreti a funzione militare.

Nelle figure, generate con Midjourney una nave raffineria e le prime installazioni minerarie sulle Antille Giadiane

AVAMPOSTI MINERARI


In figura una nave-raffineria Genovese (Unione delle Repubbliche Alpine e Sahariane) che compie rilevamenti su una delle lune di un gigante gassoso del sistema di Giada generata con MidjourneyNell’Universo Barocco l’umanità ha una fame insaziabile di materie prime (basta vedere le dimensioni delle navi spaziali). Quelle sui pianeti non bastano o comunque sarebbe ingenuo non sfruttare qualsiasi risorsa a disposizione. Alcuni asteroidi o lune senza atmosfera hanno da offrire ricchi giacimenti di metalli o minerali preziosi. Per colonizzare corpi celesti di questo tipo non è necessaria la terraformazione, ma i supporti vitali vengono installati in cupole o più spesso nei cunicoli lasciati dalle miniere esaurite.

I primi edifici consistono nelle raffinerie per trasformare il grezzo estratto, moli e cantieri per il mantenimento delle navi. Ci sono però altre attività che crescono mano a mano con l’insediamento, come vivai idroponici, magazzini, ospedali, ma anche - dopo un’impennata di suicidi, omicidi, casi di violenza diffusa e depressione endemica - centri commerciali e di svago, come bar, oppierie e bordelli.

In figura una nave-raffineria Genovese (Unione delle Repubbliche Alpine e Sahariane) che compie rilevamenti su una delle lune di un gigante gassoso del sistema di Giada generata con MidjourneyGli avamposti minerari più piccoli ospitano dalle poche centinaia, alle decine di migliaia di lavoratori, quelli più sviluppati invece possono consistere in un’intera fascia di asteroidi colonizzata. Questi ospitano milioni di lavoratori nella maggioranza dei casi temporanei a contratto che consistono in operai, minatori, ma anche lavoratori nei centri di smistamento dei materiali prodotti, scaricatori di porto, marinai e tutti gli altri lavoratori responsabili del mantenimento di questi. Sono i lavoratori delle fattorie idroponiche, commessi dei centri commerciali, inservienti, dottori, lavoratori dell'intrattenimento e molti altri, come ad esempio il personale governativo e diplomatico.

L’investimento iniziale, seppur enorme, viene rapidamente ripagato. Date le dimensioni ridotte, questi avamposti possono essere facilmente occupati e reclamati da un’unica potenza colonizzatrice.

Nelle figure una nave-raffineria Genovese (Unione delle Repubbliche Alpine e Sahariane) che compie rilevamenti su una delle lune di un gigante gassoso del sistema di Giada generate con Midjourney.

PORTI FRANCHI


Al termine del ciclo vitale di un avamposto minerario, ovvero quando le risorse vengono esaurite o estrarle diventa troppo costoso questo ha due destini possibili. Può venire abbandonato e trasformarsi in una specie di villaggio fantasma spaziale (o una cintura di asteroidi fantasma), dove pochi reietti vivono tra i rifiuti mentre i supporti vitali si scaricano e tutto morirà nel giro di qualche decina di anni. Però verrà comunque frequentato da pirati e contrabbandieri. Le enormi cavità, anfratti e canyon dove anche le navi più grosse possono attraccare, forniscono luoghi sicuri e appartati dove scambiare armi, merci, soldi e schiavi.

In figura, il cantiere navale di Guntiero “l’Onesto”, Antille Giadiane - generate con MidjourneyLa seconda possibilità è quella di diventare un asteroide o cintura commerciale. Queste realtà sono mondi a sé stanti. Anche se le risorse sono esaurite o in esaurimento, le attività corollarie all’estrazione diventano più importanti del settore primario, così negozi, cantieri navali, oppierie, bordelli e centri per il gioco d’azzardo diventano il cuore pulsante dell’avamposto attirando enormi somme e investimenti da parte di tutte le potenze.

Questi quindi rimangono formalmente di proprietà della Nazione Colonizzatrice che l’ha fondato, ma di fatto sono dispersi e persino più decentrati delle colonie. Visto che nessuno vuole garantirne la sicurezza, come regola non scritta, fino a quando pagano le tasse, i loro abitanti possono fare più o meno quello che vogliono, basta che non diano troppo fastidio all’ordine costituito.

Ci attraccano e partono centinaia di navi ogni giorno di ogni nazionalità. Se qualcuno è in fuga può sparire facilmente imbarcandosi su un vascello che ha bisogno di personale. Se si desidera vendere merce un po’ strana e in fretta, senza che l’acquirente faccia troppe domande sulla sua provenienza, gli onesti commercianti saranno felici di comprarla a un prezzo di favore. O addirittura se si è entrati in possesso di nave in circostanze non chiare, basta che si rechi a un cantiere navale compiacente che dopo una bella verniciata, a nessuno verrà in mente di porre domande imbarazzanti.

In figura, il cantiere navale di Guntiero “l’Onesto”, Antille Giadiane - generate con Midjourney

FORTEZZE E BASTIONI SPAZIALI


In figura l’accesso segreto attraverso un cunicolo di un asteroide del bastione portoghese di Nova Luanda, generato con Midjourney. “La mia più grande vittoria”. Parole dell’Ammiraglio Emersson delle Nuove Fiandre, dopo averlo conquistato al costo di quattro incrociatori, sette cacciatorpediniere, venti fregate e dozzine di corvette e una decina di migliaia di marinai e soldati tra tutti gli equipaggi.Ogni Nazione colonizzatrice dispone di bastioni difensivi e fortezze nei sistemi principali e in altri remoti avamposti militari segreti. Questi vengono installati in luoghi dove è possibile sfruttare il vantaggio della conoscenza del territorio e vengono integrati a cantieri navali esistenti per la riparazione e il potenziamento delle navi della flotta militare. In figura, (Midjourney) l’Ammiraglio Seymour Broderly lancia la flotta del Commonwealth in un attacco frontale al bastione di Nova Maputo, in quello che passò alla storia come “l’Ecatombe di Nova Maputo”Interi campi di asteroidi vengono minati e fortificati da bastioni nel caso la flotta abbia bisogno di rinforzi o aiuto nella logistica, ma anche nel caso debba ripiegare dopo una batosta per rifocillarsi, rifornirsi di munizioni e godere delle prime riparazioni. La flotta alleata conosce la posizione delle mine e delle linee di fuoco, il nemico no e deve essere estremamente cauto.

Avanzare in questi campi minati è reso ulteriormente difficile da enormi torrette che sparano a qualsiasi cosa non abbia l’adeguata parola d’ordine e sono costruite in modo tale da non fornire linee di tiro da troppo lontano. Di solito sono scavate dentro un asteroide e il personale che le manovra non si deve occupare di scudi e motori, quindi il fuoco da parte di strutture di questo tipo sarà devastante, perché basta che spinga gli assedianti su una mina per vincere la battaglia.

Estratto dalle memorie dell’Ammiraglio Seymour Broderly. [...] Malgrado la codardia dei marinai e dei soldati ai miei comandi che si manifestò quando videro esplodere le prime corazzate, la mia volontà non vacillò nemmeno per un attimo. Con grande coraggio, ordinai di continuare l’attacco. Le malelingue dicono che sia stata una sconfitta (seppur di misura), ma cosa sono settantamila uomini rispetto all’onore del Regno? Mostrammo ai Portoghesi quanto valeva il nostro orgoglio quel giorno. Da questo punto di vista anzi, fu una vittoria. La mia più grande vittoria. [...]Ci sono stati casi di ammiragli particolarmente audaci che hanno attaccato bastioni di questo tipo e li hanno conquistati, ma si contano sulle dita d'una mano e la maggior parte di loro non ha lasciato un ricordo affettuoso tra i marinai e i soldati. In figura l’accesso segreto attraverso un cunicolo di un asteroide del bastione portoghese di Nova Luanda, generato con Midjourney. “La mia più grande vittoria”. Parole dell’Ammiraglio Emersson delle Nuove Fiandre, dopo averlo conquistato al costo di quattro incrociatori, sette cacciatorpediniere, venti fregate e dozzine di corvette e una decina di migliaia di marinai e soldati tra tutti gli equipaggi.Le mine infatti hanno l’ulteriore funzione di disintegrare l’avamposto militare e qualsiasi oggetto nel raggio di migliaia di chilometri nel caso remoto in cui dovesse soccombere al nemico. Meglio morire che cedere preziosi segreti navali, tecnologici tattici e strategici.

Nelle figure l’accesso segreto attraverso un cunicolo di un asteroide del bastione portoghese di Nova Luanda, generato con Midjourney. “La mia più grande vittoria”. Parole dell’Ammiraglio Emersson delle Nuove Fiandre, dopo averlo conquistato al costo di quattro incrociatori, sette cacciatorpediniere, venti fregate e dozzine di corvette e una decina di migliaia di marinai e soldati tra tutti gli equipaggi.

CANTIERI NAVALI E SCALI DI SMISTAMENTO


In figura il cantiere navale militare Genovese al largo della fascia di San Nicola, mentre avverte una corvetta del Commonwealth di tenersi alla larga.Atterrare con le navi spaziali sui pianeti è difficile. Far decollare, attraversare l’atmosfera e raggiungere lo spazio, a costrutti di milioni di tonnellate, molto di più. I giganteschi mercantili interstellari che portano prodotti di lusso e pezzi di ricambio dalla madrepatria per tornare carichi di granaglie e minerali dalle colonie di solito attraccano a gargantuesche strutture orbitanti grazie all’aiuto di rimorchiatori; in seguito portuali e scaricatori divideranno il carico e lo porteranno in superficie grazie a scafi più piccoli.

La stessa cosa avverrà per le navi militari. È molto raro vedere atterrare in superficie anche solo una nave di classe fregata. Un vascello della dimensione di un palazzo di 5-6 piani consumerà un’oscenità di carburante nucleare per una manovra sconsiderata di questo tipo, ma è stato compiuto in casi eccezionali (come ad esempio la necessità di forzare un blocco sfidando la superiorità aerea di atmosfera).

Nella costruzione e nella manutenzione delle navi di grosso tonnellaggio (dal cacciatorpediniere in su) invece, i minerali grezzi vengono prima consegnati alle fonderie in superficie dove milioni di operai li trasformano in lingotti o altri formati più comodi (di solito si usano leghe di iridio e rutenio per gli scudi, europio e itterbio per i computer molecolari e titanio e tungsteno per gli armamenti e proiettili), poi il metallo viene lavorato per fornire i pezzi che verranno caricati in trasporti cis-stellari che li consegneranno ai cantieri navali orbitanti dove altre decine di migliaia di operai manovreranno macchinari per assemblarli direttamente nello spazio. Queste strutture sono pesantemente protette e spesso segrete. Dopo la struttura, i motori e l'installazione dei computer olografici per monitorare le condizioni della nave e i tubi acustici per comunicare in caso di black out, vi è il passaggio di architetti per la progettazione degli ambienti interni per la difesa da arrembaggi (i nuovi arrivati li maledicono spesso per la struttura contorta dei corridoi) e i rivestimenti di legno i quadri e i ceselli per alleviare la bruttura di passare mesi o anni nello spazio.

In figura il cantiere navale militare Genovese al largo della fascia di San Nicola, mentre avverte una corvetta del Commonwealth di tenersi alla larga.
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