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COLONIZZAZIONE PLANETARIA

Immagine di una nave colonia che fa scalo su una luna gioviana per rifornirsi prima di dirigersi verso la contrazione spaziale verso Novo Horizonte generata con MidjourneyAll’inizio del 2600, fondare una colonia su un pianeta extrasolare è lungo e laborioso. Il fatto che sia simile alla Terra come gravità, atmosfera respirabile (ca. 80% azoto e 20% ossigeno) rotazione ecc… non è scontato, anzi è molto improbabile. Il primo passo è la terraformazione.

I pianeti vengono scelti in base alla loro disponibilità di acqua liquida e alla loro atmosfera più o meno favorevole. Si tratta di un investimento a lunghissimo termine che ripaga soprattutto in prestigio e forza lavoro.

Immagine di una nave colonia che fa scalo su una luna gioviana per rifornirsi prima di dirigersi verso la contrazione spaziale verso Novo Horizonte generata con Midjourney

LA TERRAFORMAZIONE


Immagine dell'installazione delle bocche ventilatrici su Novo Horizonte e dell’introduzione degli ecosistemi terrestri generata con MidjourneyDopo numerose osservazioni, una prima spedizione scientifica viene lanciata per estrarre campioni, e nel caso dovesse essere presente, prelevare forme di vita indigena di quel pianeta a scopo di studio (batteri, microbi, vermi perlopiù, ma sono stati scoperti animali più grandi, come un organismo simile a una scolopendra acquatica, delle spugne tetraedriche o molluschi simili a meduse - per ora nessuna specie senziente), il ché impiega più o meno cinque anni. I dubbi etici degli scienziati riguardo ad estinguere interi ecosistemi per rendere abitabili i pianeti dall’uomo vengono accantonati dai governi in nome dell'interesse nazionale. Le rilevazioni potrebbero anche avere un risultato negativo perché il pianeta potrebbe non essere terraformabile o farlo va oltre i costi accettabili dell’investimento.

Immagine dell'installazione delle bocche ventilatrici su Novo Horizonte e dell’introduzione degli ecosistemi terrestri generata con MidjourneyLa prima azione di terraformazione è installare enormi bocche ventilatrici, dotate di catalizzatori che trasformino i gas nocivi per l’uomo, in azoto e ossigeno nella giusta proporzione. Questo, causa di solito l’estinzione massiccia della maggior parte delle forme di vita indigena e prende dai cinque ai dieci anni, a seconda di quanto lontana è la situazione di partenza dalla composizione dell’atmosfera terrestre ideale.
 
Nel momento in cui l’aria diventa respirabile, alcune navi vivaio o navi arca, creano habitat con crescita accelerata introducendo piante e animali, sia terrestri che acquatici a seconda delle zone climatiche. Questo processo è ancora più dispendioso e prende dai dieci ai vent’anni. A volte l’ecosistema non attecchisce o avviene più lentamente del previsto, quindi oltre ad essere a lungo termine l’investimento potrebbe anche non venire ripagato.

Immagini dell'installazione delle bocche ventilatrici su Novo Horizonte e dell’introduzione degli ecosistemi terrestri generate con Midjourney

LA COLONIZZAZIONE


Nell’immagine la fondazione di Woodworth su Outer Wales, generata con MidjourneyDopo la terraformazione, quando il pianeta viene dichiarato abitabile (a volte anche prima, con danni permanenti sulla salute dei coloni), scatta una corsa all’occupazione da parte di tutte le potenze che possono permetterselo e vengono mandate navi-colonia con i materiali per costruire i primi edifici. L’anno di arrivo della prima di queste stabilisce l’anno di colonizzazione.

Questo perché nessuna nazione da sola sullo scacchiere internazionale, ha la forza per reclamare un intero pianeta e controllarlo. La potenza (o le potenze) che ha terraformato il mondo ha il vantaggio delle informazioni pregresse sul pianeta e quindi può appropriarsi dei territori migliori e difenderli, ma non esiste il modo di impedire a un’altra Nazione Colonizzatrice di stanziarsi sui nuovi mondi. Sono semplicemente troppo vasti. Questi eventi sono caotici e permeati da una frenetica euforia per accaparrarsi delle risorse a disposizione, che spesso sfociano nella violenza. Hanno quindi luogo scaramucce nello spazio o vere e proprie guerre a terra.

Nell’immagine la fondazione di Woodworth su Outer Wales, generata con MidjourneyNei primi tempi gli insediamenti dipendono in tutto dalla madrepatria, ma a poco a poco diventano autosufficienti e dopo alcuni decenni, a seconda di quanto è ricco il territorio o di quanto è amministrato bene, iniziano a ripagare dell’investimento. Peccato che una ricca colonia possa diventare una succulenta preda per banditi, pirati o altri Stati, insoddisfatti della ripartizione del territorio.

Malgrado le minacce costanti, gli stenti e le sofferenze sotto cui vivono questi poveri coloni di pianeti periferici del 2600, molti scelgono questa vita lasciandosi alle spalle per sempre la sicurezza relativa della Terra o di altri mondi ad alta tecnologia, sovrappopolati e afflitti da disoccupazione e stagnazione. Dove c’è il rischio, esiste anche l’opportunità.

Nelle immagini la fondazione di Woodworth su Outer Wales, generate con Midjourney.
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